Treni, anatre e il senso dell’inquadratura

2 Jan

La valigia di Shackleton

DSC_0078

Sul blog di un amico, che si occupa di fotografia, ho letto oggi il racconto di una vicenda lontana, i cui protagonisti sono un morto, un treno, un fotografo, e 328 chilometri di ferrovia e di persone. Leggendo quelle righe, mi è tornata in mente una riflessione che facevo qualche sera fa e mi era completamente uscita di mente: che il senso dell’inquadratura è indispensabile anche per chi scrive. Cos’è il senso dell’inquadratura? È la certezza, la consapevolezza che, oltre ciò che si fotografa, esiste – invisibile – l’altro; l’altro che all’inquadratura dona forma e dall’inquadratura la prende. Lo stesso accade con la scrittura: la parola detta implica quella non detta, la scena descritta quella non descritta; la scena forse nemmeno immaginata: quella dove volano d’inverno le anatre di Central Park. È lo stesso senso dell’inquadratura che ci serve in giornate come queste: per divinare da quel che ci accade quel che ci…

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